giovedì, 03 gennaio 2008
Mi scuso con i lettori, ma il momento è singolare. Dopo aver corso per le nozze, aver seguito alcune strane vicende scolastiche ed avere avuto i miei genitori (e gli sposi) ospiti qui a S.Stefano, sono caduto in uno stato di catatonia mentale ben profonda. Quando ho la voglia di scrivere, di solito sono perso in qualche lavoretto domestico. Quando ho il tempo, la voglia mi è passata. Da ieri poi impazza la neve ( che vuol dire spalare, mettere sale, spostare vasi...). Ma da lunedì si riprende la quieta monotonia della scuola...
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lunedì, 17 dicembre 2007
Venne infine sabato 8.12. Giornata di bel sole, quasi caldo per essere dicembre. Appuntamento alle 15.30 a casa della sposa. Alle 14, dopo un pranzo leggero, indosso il fantomatico abito grigio su misura costato come un mese di stipendio, la camicia su misura con gemelli regalatami dalla dolce metà, il farfallino grigio a fiori bianchi di seta e le scarpe lucidate a specchio. Verifico la carica della batteria della videocamera, verifico la scorta di nastri, metto in macchina l'impermeabile grigio ed il cappotto della fanciulla. La fanciulla indossava uno spezzato giacca-pantalone fatto con le sue manine, di lana grigia con inserti crema. Arriviamo a Biella come da orario, scartando quelle macchinette che fanno foto in grado di prosciugare le patenti, e riprendo gli ultimi preparativi della partenza della sposa. Poi - al volo - passo a caricare lo zio paterno, e mi dirigo alla Casa Comunale di Mongrando. prima nota divertente: un bel pezzo del parcheggio comunale è intasato dal pullman del fondo Tempia (una locale associazione contro il tumore), ma riesco a parcheggiare su di un marciapiede. La mia convergenza ne ha patito, ma capita... La cerimonia scorre piacevolmente, con il sindaco talmente impappinato che deve ricordarsi la scaletta degli eventi rileggendola a pié sospinto. Applausi e baci, poi le foto di rito. Foto con gli sposi, i parenti di lei, quelli di li, i colleghi di lei, quelli di lui, gli amici di lei, quelli di lui, i notabili leghisti, gli amici di mio padre dai tanti cognomi. Eccoci poi al ristorante, in pieno centro. arriviamo all'ingresso, e non troviamo il citofono. Fila di macchine poi incazzatura poi esce il portiere con l'immondizia e ci apre. Attendiamo gli sposi (che stanno facendo foto al buio in giro per il borgo antico, il Piazzo) per un'ora e mezza. Ci è permesso solo bere, ed i politicanti sono già di colore paonazzo. Buono il cibo (un buffet di antipasti ben fornito, poi due primi caldi e la torta nuziale). Resto sconvolto dai confetti (bianchi e verdi, ai gusti più incredibili, quali rhum, cappuccino, cocco, cioccolato bianco). La nonna ottantaseienne recita la poesia a memoria. Poi possiamo andare a casa. E - in quel momento - non mi è parso poco...
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domenica, 16 dicembre 2007
Il matrimonio si è svolto senza intoppi. Segue (appena avrò tempo) una cronaca. Gli ultimi colpi di coda scolastici (consigli coi genitori e scartoffie) incalzano. Io sto imprecando perchè ho perso il procedimento di una sintesi che devo illustrare domattina. So che la troverò quando non servirà...
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mercoledì, 05 dicembre 2007
Cash dal contante che dovrò a breve sborsare per non aver visto un autovelox (110 in supestrada dove il limite è 90, anche se in frenata...). Carry per la consegna del mio regalo matrimoniale, che ha fatto impazzire un povero manovale di spedizioni alla scoperta del biellese occidentale. Il regalo è stato apprezzato assai, così disse la sorella. Che nel frattempo mi ha chiesto di occuparmi della poesia che la nonna vuol leggere al ristorante (tradotta in italiano dal piemontese per non udenti) e della colonna sonora della cena ("Mi prepari un CD di classica da tenere in sottofondo ?"). Lo scarrozzamento dei parenti è stato deciso. A me tocca la ripresa del video, e debbo presentarmi a casa di mia sorella sabato alle 16.00, già in gran montura. Forse venerdì mattina andrò dal farmacista a mendicare del tranquillante esibendo una fotocolor degli sposi...
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lunedì, 03 dicembre 2007
Sabato - questo che viene - è il gran giorno. Ovvero il giorno in cui un padano impalma mia sorella. Non sono agitato ne preoccupato per l'evento in se, quanto invece mi agita lo schizoide comportamento del nucleo familiare. Chi porta la nonna ? Dove dorme mia sorella la sera prima ? Puoi fare il video di quando mi truccano e pettinano ? Chi porta giù la macchina di papà ? Se le domande sono caotiche, immaginate il valzer di risposte che cambiano ogni due ore... Eppure manca poco. Dobbiamo solo arrivare vivi...
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mercoledì, 28 novembre 2007
Non è un post melenso e sdolcinato, ne un post sulla mia recente passione per il giardino e la botanica pratica. Ma quando le foglie mutano colore, ecco che iniziano a cadere le insufficienze ai miei cari allievini. Quest'anno mi godo una quarta ambiente nata dalla fusione di due terze, una orribile per la condotta ed una pressoché decerebrata. Patetici, messi insieme. Ma a tanta potenza di mezzi corrisponde - in una visione molto cara alla politica contemporanea - una meravigliosa arroganza ed una eccellente sovrastima delle proprie capacità. Ho assegnato una prova formativa in laboratorio (determinazione del punto di fusione di una sostanza organica) usando un semplice codice colori sui flaconi dei campioni. Loro si sono diligentemente ricordati dei risultati e dei colori. Ho assegnato una seconda prova formativa con gli stessi campioni. E loro, furbamente, se ne sono ricordati. Oggi ho assegnato una prova sommativa con lo stesso codice colori e gli stessi flaconi. Ma campioni differenti. Il panico. Poi la gloria della carica. Come a Balaclava. Su 17 presenti, cinque "1", un "2" ed un "4". Nessuno sopra l'otto. Grandioso. Mi sembrava di vedere "Trecento", con gli eroi alle Termopili. Pochi hanno osato fare il loro dovere e fare le misure in modo serio. Molti hanno invece cazzeggiato per falsificare il risultato. Il prossimo martedì chissà quali diavolerie dovranno affrontare, vista la faccia goduta del satiro con la barba...
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sabato, 24 novembre 2007
Due casini risolti in un pomeriggio, e non è poco. Pagato e contrattato la spedizione del regalo di mia sorella, e provato e ritirato l'abito nuovo. Ovvero come fumarsi ottocento euro in poco più di un'ora. Il regalo è andato bene, lo consegneranno la settimana del matrimonio, in bagno c'è spazio per piazzarlo. Mia sorella al telefono sembrava contenta. Anche la prova finale dell'abito è andata bene. La manica carpiata è andata a posto, il gilè era di dimensioni umane, tutto andava bene. E due problemi sono alfine risolti. Adesso ne resta da sistemare qualcun altro: il video del matrimonio (che mi tocca perchè ho girato video didattici) e lo scarrozzamento dei parenti anziani... Ma di questo parleremo la prossima puntata.
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venerdì, 23 novembre 2007
Fuori piove. Con gran gioia del cane, che ha acqua fin dentro le orecchie. Ed è un cocker. Sono uscito a prendere in garage tre sacchi di pellet per il camino ed il cane mi ha fatto le feste. Dieci minuti per caricare il pellet, dieci per pulire il camino e mezz'ora per togliermi di dosso il fango del cane felice di vedermi. Vabbè. Adesso il camino gira a regime, la casa è bella calda, ed io mi cambio per andare in edicola ed in farmacia. Per migliorare il tono dell'umore, mi sto mangiando un Monviso della Caffarel, un cioccolatino ripieno di crema di latte e cognac. Laido ma funzionale al morale. Oggi pomeriggio la prova finale dell'abito da matrimonio ed il pagamento del regalo di mia sorella. Ovvero un quieto giorno di pioggia. Dimenticavo che tra un'oretta metterò sul fuoco una rolata con carote e patate, annaffiata con del rosè piacevole. Perchè l'uomo non è fatto di solo spirito...
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lunedì, 19 novembre 2007
Come dice il mio amico Corsanico, di cervello non se ne parla. Purtroppo non stiamo parlando dell'annosa controversia tra reggimenti di cavalleria e di artiglieria, ma di allievi. Io quest'anno ho tutto il triennio del Liceo Tecnico Ambiente e due classi (una quarta ed una quinta) di Liceo Tecnico Salute. Nell'ambiente ho una bella terza, una quarta fastidiosa ed una quinta pesante. Nella salute una quarta di madamine in stile De Amicis ed una quinta definibile un "misto griglia". Stamani ho assegnato una prova di recupero nella quarta salute, dove c'era gente con dei due e dei tre. Metà è arrivata comoda all'otto o al nove. Qualcuno è arrivato all'uno, che assegno come valutazione minima. Terribile. Non farò il recupero del recupero, anche perchè dovrei riempire tonnellate di carta. Probabilmente il modo che la scuola moderna ha per verificare la nostra esistenza in vita...
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domenica, 18 novembre 2007
L'abito elegante per un matrimonio è - da almeno un secolo - il Tight. Indossabile da mattina a pomeriggio inoltrato, vede il subentro del frac all'ora di cena. Fin qui la teoria. Se lo sposo è un leghista rampante (chi lo dice è un monarchico reazionario) che và all'altare con un gessato a fondo nero con rigone bianco, capite che il Dress Code tradizionale "va dal culo con il treno", come si dice nell'antico Piemonte. Dopo lunga consultazione con la mia sagace compagna di mille avventure (che per una decina d'anni si è occupata di sartoria su misura per un atelier di moda, prima di impiegarsi nella scuola), ci siamo rivolti ad una seria sartoria su misura da uomo, dove abbiamo ordinato un abito a due bottoni con panciotto realizzato con un tessuto "fumo di Londra" del lanificio Angelico. La sessione di misura è durata due ore e mezza, basandosi sulla prova di un capo confezionato ed annotando le modifiche da fare al modello. La modista e la mia dolce metà hanno discusso sul da farsi per più di un'ora, come fossero due geometri ANAS intenti a decidere l'abbattimento di un borgo storico (che ero, guardacaso, io). Il prezzo alla fine non è poco, ma proporzionato alla qualità delle finiture e del materiale. Comunque più di due terzi del mio stipendio mensile. Bojafauss... Arriva, dopo quindici giorni, il momento della prima prova. E qui l'altra azionista della mia società familiare è riuscita a dare il meglio di se. Indosso l'abito, e vado davanti alo specchio. Commessa e fanciulla alle spalle. Io mi guardo e per un istante mi sento felice. Poi incrocio uno sguardo feroce. "L'attacco della manica destra fa un difetto", come un fulmine a ciel sereno. Dopo neppure dieci minuti, sono tutti d'accordo che occorre distaccare e ruotare la manica di una decina di gradi in avanti. Poi la mia piacevole killer se la prende con la fodera della manica, indi con l'interfodera del davanti. Il pantalone va ritoccato sui fianchi, e la lunghezza viene alfin decisa. Esco che mi sento un disgraziato, un "Quasimodo" degno di abitare solo su di un campanile. Ne ho approfittato per prendermi una piccola vendetta: sono uscito con due cravatte Regimental (peraltro di due reggimenti che ho conosciuto dal vivo), due farfallini da agganciare ed un bowtie inglese da annodare. Circa 160 euro da aggiungere alla cifra precedente. Venerdì ultimo scorso siamo tornati per la prova del finito. Un massacro. Come la cavalleria leggera a Balaclava, scagliandosi di corsa contro i cannoni sbagliati. E senza un Lord Tennyson a cantarne l'eroismo. La manica ruotata andava bene, tanto che occorre ruotare anche l'altra ("Vede qui come cade la manica - e tu stai normale col braccio"). Il gilè pare un tendone del circo, ed occorre toglierne un centimetro per parte. Ma la faccia di colei che bruscamente interruppe il mio essere scapolo era più serena. Stavolta sono uscito con un ulteriore farfallino e due maglie in cachemere ed in merinos. Quasi 250 euro. Venerdì prossimo abbiamo l'ultima prova, quella definitiva. Io sono conscio di essere un derelitto corpicino malforme, che veste grazie all'abilità di sarti pluripremiati. Ho capito che entrare in un negozio di confezioni è come entrare dall'avvocato: ti lascia solo quando è a bocca piena. Ho quasi sicuramente una certezza: che sarò vestito assai meglio dello sposo. Ma - temo - sarò anche assai più povero. Il che è bello ed istruttivo.
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